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Beato Cloudbleed, che sanguinava nella cache
Patrono dei proxy inversi, dei parser HTML scritti a mano e dei motori di ricerca che ricordano troppo.
Vita
Il 18 febbraio 2017 Tavis Ormandy di Google Project Zero avvisò Cloudflare che alcune pagine servite dai suoi proxy contenevano pezzi di memoria altrui: cookie, token e messaggi di altri siti. La colpa era di un parser HTML che, in rari casi, leggeva oltre la fine del buffer. Cloudflare spense le funzioni coinvolte in poche ore, ma prima di annunciarlo, il 23 febbraio, dovette chiedere ai motori di ricerca di ripulire le copie già salvate.
Preghiera
O Beato Cloudbleed, che spargevi segreti tra le pagine altrui, fa' che i nostri parser sappiano dove finisce il buffer. Amen.
Come si festeggia
Si festeggia ruotando le sessioni e le password, controllando i limiti di ogni puntatore e svuotando le cache del mondo.
Chi legge oltre la fine, racconta i fatti degli altri.